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Disegno di legge
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Art. 4.

Iniziative di prevenzione e di informazione

1. La Regione sostiene, in collaborazione con i comuni, le province, le aziende sanitarie provinciali, le aziende ospedaliere ed i policlinici universitari, le direzioni scolastiche provinciali nonché le altre istituzioni pubbliche e i centri antiviolenza presenti sul territorio, progetti finalizzati alla realizzazione di iniziative di prevenzione contro la violenza di genere e alla promozione, in particolare nelle scuole e nelle famiglie, dell’educazione al rispetto nella relazione tra i sessi, al rispetto dell’identità sessuale, religiosa e culturale, alla non violenza come metodo di convivenza civile.

2. I progetti di cui al comma 1 sono presentati:

a) da enti locali singoli o associati, enti pubblici anche economici e aziende sanitarie provinciali;

b) dai centri antiviolenza;

c) da associazioni iscritte all’albo del volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale e imprese sociali.

3. I progetti di cui al comma 1 prevedono il sostegno, l’attivazione e la gestione dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza.

4. La Regione promuove la più ampia diffusione, mediante specifiche campagne informative, delle attività di cui alla presente legge, anche attraverso la creazione di un apposito portale o mediante l’utilizzo dei portali esistenti.

5. Il Comitato regionale per le comunicazioni di cui all’articolo 101 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, nell’ambito delle sue funzioni, formula proposte alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e ai concessionari privati in merito alle programmazioni radiofoniche e televisive, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi di cui alla presente legge.

 

Art. 5.

Istituzione della rete di relazioni

1. La Regione, al fine di garantire idonee azioni di prevenzione della violenza sulle donne, sostiene e incentiva l’istituzione di una rete di relazioni tra i comuni, le province, le aziende sanitarie provinciali, le aziende ospedaliere ed i policlinici universitari, gli uffici scolastici provinciali, le forze dell’ordine, l’autorità giudiziaria, le prefetture, le organizzazioni sindacali, gli enti datoriali, i centri antiviolenza presenti sul territorio e, su espressa richiesta, le associazioni culturali e di volontariato.

2. La rete ha lo scopo di attivare l’immediato intervento dei soggetti di cui al comma 1, su base provinciale o zonale-distrettuale, nonché di favorire l’adozione di procedure omogenee.

3. L’assistenza e la protezione da parte dei soggetti della rete è attivata su richiesta della vittima, rivolta anche ad uno solo degli stessi.

 

Art. 6.

Convenzioni

1. Gli enti locali singoli o associati possono stipulare apposite convenzioni con enti pubblici, istituzioni scolastiche, università, forze dell’ordine, autorità giudiziarie, centri antiviolenza e ogni altro soggetto che opera nel settore della tutela delle donne vittime di violenza per lo studio, la redazione e la gestione di progetti antiviolenza nonché per definire le modalità di erogazione dei servizi e degli interventi previsti nei progetti.