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Si può morire di troppo amore?
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SI PUO' MORIRE DI TROPPO AMORE?

Di quell’amore che diventa ossessione, malattia, di quell’amore che non ha nulla a che vedere con un sentimento che dovrebbe far diventare due in uno, spesso si può morire e nella maggior parte dei casi a morire sono le donne.
Troppo poco si è fatto e si sta facendo per cercare di limitare se non eliminare totalmente lo stillicidio che giornalmente si perpetra nei confronti delle donne che, paradossalmente, pur avendo ottenuto una parità di fatto anche se non di diritto, emancipandosi e occupando ruoli di spicco all’interno del mondo del lavoro, si ritrovano ad essere indifese e prive di ogni tutela nel luogo dove, si presume, dovrebbero essere maggiormente protette: la casa.Qui non si sta parlando esclusivamente della violenza domestica che colpisce sia fisicamente che psicologicamente la donna ma di una violenza che ancora nel nostro ordinamento giuridico non è nemmeno considerata tale e solo da poco si è avuta una tutela giuridica sufficiente: lo stalking.Premettiamo che non esiste una definizione giuridica di stalking: la parola inglese “to stalk” indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola e ingenerando in lei stati di ansia e paura; le molestie vengono effettuate nella maggior parte dei casi non da persone sconosciute ma da coloro che hanno gravitato nella vita e nella sfera familiare della persona molestata principalmente si tratta di ex mariti, ex fidanzati che non si rassegnano alla rottura della relazione e cercano, mediante questi atteggiamenti, di ritornare ad avere un contatto seppur temporaneo con la vittima. Attraverso molestie continue e assillanti, con scritti, sms, e-mail, lettere, biglietti, non richiesti oppure attraverso telefonate oscene, pedinamenti o atti vandalici lo stalker si insinua nella vita della vittima gradualmente, ingenerando in lei timore e paura; la violenza psicologica porta ad un peggioramento dello stile di vita e soprattutto nella convinzione che una reazione avversa nei confronti delle minacce potrebbe comportare come conseguenza un irreparabile danno nei confronti sia della vittima che nei confronti di persone a lei care molto spesso si evita di denunciare tali comportamenti molesti.